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Neutralità della rete all'estero

Negli Stati Uniti, in particolare, la neutralità della rete è oggetto di un acceso dibattito, ma anche l'UE si sta attivando a favore delle sua salvaguardia. La Svizzera segue con interesse i vari sviluppi.

Jens Kaessner, divisione Servizi di telecomunicazione

A prima vista, neutralità della rete sembrerebbe significare che tutti i contenuti Internet devono circolare sulla rete con la stessa priorità ("neutral"). Eppure, un obbligo assoluto di parità di trattamento ("a bit is a bit is a bit") porterebbe con sé più svantaggi che vantaggi.
Un trattamento differenziato dei dati trasmessi sulla rete metterebbe l'esercente di rete in condizione di dare delle garanzie ai suoi clienti circa la qualità richiesta dei servizi di telecomunicazione (Quality of Service, "QoS"). In sostanza, quindi, il problema non è se differenziare o no i dati trasmessi in Internet, bensì quali distinzioni sarebbero preferibili da un punto di vista economico.

Le cosiddette reti di prossima generazione (Next Generation Networks, "NGN") facilitano l'offerta di QoS e a differenza di Internet prevedono un trattamento differenziato dei pacchetti di dati trasportati: sul web, infatti, il mittente precisa unicamente la destinazione, mentre nelle NGN anche il percorso e la qualità della trasmissione.

Potrebbe essere del tutto sensato, ad esempio, privilegiare all'interno di una rete di telecomunicazione le telefonate su VoIP rispetto alla condivisione peer-to-peer di video: nel caso delle telefonate o di altre applicazioni basate sulla trasmissione dati in tempo reale, infatti, ritardi (delay) o variazioni (jitter) durante il trasporto dei pacchetti comprometterebbero il servizio, mentre non impedirebbero in alcun modo la condivisione simultanea peer-to-peer di video.

Alla stessa stregua, potrebbe essere sensato riservare un trattamento preferenziale a una teleconferenza tra ospedali rispetto ad un'altra che tratti temi meno importanti. D'altro canto, però, potrebbe rivelarsi azzardato permettere a un esercente di rete di impedire intenzionalmente ai suoi clienti di accedere ai servizi offerti dai suoi concorrenti.

USA

Negli USA la Federal Communications Commission (Commissione comunicazioni federali, FCC) ha pubblicato una guida generale che fissa quattro libertà fondamentali del consumatore:

  1. i consumatori hanno diritto ad accedere ai contenuti Internet legittimi di loro scelta;
  2. i consumatori hanno diritto ad utilizzare le applicazioni e i servizi di loro scelta, purché ciò non impedisca un eventuale perseguimento penale;
  3. i consumatori hanno diritto a collegare alla rete apparecchi terminali di loro scelta, a condizione che la rete non venga danneggiata;
  4. i consumatori hanno diritto alla concorrenza tra gli esercenti di rete e i fornitori di applicazioni, servizi o contenuti.

Chiunque può rivolgersi alla FCC tramite procedura informale per denunciare una violazione di queste libertà. La FCC verifica se nel caso specifico la neutralità della rete sia stata effettivamente violata: la decisione non tiene conto dei quattro criteri sopra elencati, bensì di volta in volta del caso particolare. La FCC ritiene infatti impossibile fissare criteri astratti in base ai quali valutare gli effetti dannosi prodotti dalla discriminazione di applicazioni, contenuti e servizi e crede nell'evoluzione di caso in caso dei propri principi (case law). I casi finora più rappresentativi sono Carterfone (1959), Madison River (2005) e Comcast (2007).

 

Nel caso Carterfone si trattava del collegamento di un apparecchio radio alla rete telefonica, mentre nel caso Madison River di un accesso a Internet con blocco dei servizi Voice over IP (VoIP).

 

Comcast bloccava sistematicamente e segretamente presso i suoi clienti le applicazioni peer-to-peer (ad es. BitTorrent), che pertanto non funzionavano e venivano ritenute difettose dai clienti. Comcast proteggeva in tal modo la propria offerta di servizi video on demand dalla concorrenza. La FCC ha proibito a Comcast un simile comportamento.

 

Negli USA, la FCC ha dunque trovato un modo per affrontare il problema della neutralità della rete. L'esito dei suoi interventi dipende tuttavia da due fattori: in primo luogo deve intervenire prontamente dietro segnalazioni informali, in secondo luogo deve giudicare ciascun singolo caso senza rifarsi a regole precedentemente fissate - il che non si confà ai sistemi giuridici vigenti nel continente europeo.

Norvegia

In Norvegia, le branche del settore sono a pochi passi dalla conclusione di un accordo che prevede il rispetto su base volontaria di obblighi molto simili alle sopraccitate quattro libertà fondamentali del consumatore:

  1. i fornitori di accesso Internet devono offrire (eventualmente insieme a canali con QoS) un canale di trasmissione senza garanzia di QoS (il cosiddetto canale best-effort) che abbia una capacità sufficiente, e informare i clienti in modo tempestivo e chiaro circa la capacità e la qualità del canale;
  2. i fornitori di accesso Internetdevono permettere ai loro clienti:
    - di caricare (upload) e scaricare (download) contenuti;
    - di fruire di servizi e applicazioni;
    - di collegare apparecchi e installare software che non danneggino la rete;
  3. nel canale best-effort i fornitori di accesso Internet non devono discriminare certi flussi di dati rispetto ad altri.

La Norvegia segue dunque in parte l'esempio degli USA. Solo l'esperienza potrà dirci fino a che punto gli obblighi legati al canale best effort siano utili.

UE

Nella proposta della Commissione europea per un nuovo quadro giuridico in materia di telecomunicazioni figurano due interventi relativi alla garanzia della neutralità della rete:

le imprese che forniscono servizi di telecomunicazione devono comunicare chiaramente ai loro clienti, prima della conclusione di un contratto, le eventuali limitazioni imposte all'accesso a contenuti legittimi oppure all'esecuzione di applicazioni o servizi legittimi di loro scelta (articolo 20, paragrafo 5, direttiva servizio universale).

 

Inoltre, le autorità nazionali di regolamentazione devono poter prescrivere misure tecniche in materia di qualità minima del servizio (articolo 22, direttiva servizio universale).

 

Per le questioni legate alla neutralità della rete, l'UE, grazie alla sua più solida normativa in materia di accesso, andrà prevedibilmente incontro a meno problemi che non altri Paesi.

 

L'UFCOM osserva continuamente i differenti sviluppi. Finora la neutralità della rete non figura ancora tra i punti dell'agenda politica svizzera.

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